Le mille origini di Capo Peloro, tra mito e leggenda

Le mille origini di Capo Peloro, tra mito e leggenda

Sono davvero tante le leggende legate alla città di Messina, così quelle quelle che raccontano la Sicilia. Molto interessante, ad esempio, è quella che racconta l’origine di Capo Peloro.

Per raccontarle, dobbiamo chiamare in causa un personaggio molto importante: Orione.

Tra Orione, gigante tramutato in costellazione, e Messina vi è uno stretto legame ed esistono davvero tante leggende in merito. Secondo una di queste, proprio Orione avrebbe fondato Messina. Diodoro di Sicilia, infatti, racconta che Orione progettò personalmente l’antica città di Zancle, attuale Messina. Esiodo, inoltre, narra che per arginare le frequenti mareggiate, trasportò un enorme quantitativo di terra davanti al porto e il terrapieno così ricavato costituì Capo Peloro.

In realtà, per quanto riguarda Capo Peloro, un’altra versione racconta che il promontorio prese il nome da uno dei timonieri della nave di Annibale. Questi, convinto di essere stato ingannato e condotto in un golfo senza uscita (le coste di Sicilia e Calabria sembrano unite), lo uccise e lo gettò in mare. Resosi conto di aver fatto un errore, Annibale intitolò a quell’uomo un promontorio e gli fece costruire una statua.

Ancora, un’altra interpretazione riconduce il nome Capo Peloro a una ninfa venerata sul posto: Pelorias.

Secondo gli antichi Messina era un luogo arcano e magico, posto su due mari, in cui si incontrano e si intrecciano due masse d’acqua complementari. Nella città, dunque, vive un dualismo di sentimenti. Quel che è certo è che ancora si respira quell’atmosfera un po’ magica.

 

Fonte: bit.ly/3LSNwcj

Foto Wikipedia – Credits

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